Nuove regole sul reverse charge

16 marzo 2012


A partire dal 17 marzo 2012 cambiano le regole sul reverse charge (inversione contabile), in osservanza alla Legge Comunitaria 2012. La legge n. 217 del 15 dicembre 2011, entrata in vigore il 17 gennaio 2012 dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 1 del 2 gennaio 2012 modifica la normativa IVA sulle prestazioni di servizi effettuate da soggetti non residenti nei confronti di soggetti passivi nazionali.

Il reverse charge prevede che gli obblighi IVA relativi alle prestazioni effettuate nel territorio di uno Stato comunitario da soggetti non residenti, siano adempiuti dall’acquirente residente nello Stato. L’IVA sulle prestazioni di servizi “generiche” – e non più solo riguardanti cessione di beni –  da parte di soggetti passivi UE dovrà quindi essere assolta dalle imprese italiane tramite integrazione della fattura estera dell’imposta relativa.

Non sarà più possibile optare per l’autofatturazione: questa possibilità ci sarà solo nel caso in cui il fornitore estero non emetta regolare fattura entro un mese dalla data di effettuazione dell’operazione o di pagamento del servizio. Il committente nazionale avrà a questo punto un messe per emettere l’autofattura. Il sistema di autofatturazione permane tuttavia per le prestazioni di servizi effettuate da soggetti extra UE e per quelle di taluni soggetti comunitari, beneficiari di deroghe. Ai fini della detrazione dell’IVA l’annotazione sul registro acquisti dovrà avvenire entro 15 giorni dal ricevimento della fattura.

Sostanziali novità in arrivo anche per quanto riguarda l’individuazione del momento impositivo: dal 17 marzo il completamento del servizio sarà il termine da tenere in considerazione. Le prestazioni di servizi verranno considerate effettuate quando completate, siano esse erogate da soggetti residenti o meno.